Treviso - Nel libro "Lungo le sponde del torrente Giavera" è inserito il testo delle lezioni sulla massoneria che ho tenuto in vari incontri in provincia di Treviso. A Villorba il libro è disponibile presso la liberia Lovat.
Info nel blog:
http://comunitadivillorba.blogspot.com/2011/10/il-circolo-di-lettura-matilde-serao.html
martedì 25 ottobre 2011
mercoledì 6 luglio 2011
Nello Statuto della Lega nord, l'articolo 30 recita:
"La qualifica di Socio Ordinario Militante è incompatibile con l’iscrizione o l’adesione a qualsiasi altro Partito o Movimento Politico, associazione segreta, occulta o massonica o a liste civiche non autorizzate dall’organo competente.
Il verificarsi di tale incompatibilità comporta l’espulsione automatica ed immediata
dell’associato".
Il verificarsi di tale incompatibilità comporta l’espulsione automatica ed immediata
dell’associato".
Quindi, o si è massoni o si è leghisti... ma è proprio così?
venerdì 20 maggio 2011
Treviso, incontri sulla massoneria
Sono rimasto molto soddisfatto dei due incontri svoltisi in questo mese di maggio sulla massoneria: il primo presso la libreria Lovat a Villorba (il giorno 4) e il secondo presso l'Università degli Adulti a Cornuda (giorno11) . Ho avuto, infatti, la possibilità di confrontarmi con un pubblico attento e desideroso di conoscere la massoneria.


domenica 28 novembre 2010
Massoneria, Il vincolo della segretezza
Qui di seguito propongo una sintesi dell'intervento che Niccolò Barea (Associazione Istranagiovene) ha fatto nel corso dell'incontro svoltosi presso la libreria di Danilo Zanetti sulla massoneria trevigiana.
MONTEBELLUNA - [...] Secondo alcune stime fornite dalle principali obbedienze massoniche italiane, il numero delle richieste di iscrizione alla massoneria sta aumentando a dismisura, ed assieme ad esso, anche il numero di giovani che desiderano entrare in questa società segreta.
Se osserviamo i dati forniti dal grande oriente d'Italia, il numero degli iscritti nel 1998 ammontava a 12630* e nel 2007 è salito a quota 18117*, con una media di 1000/1500 richieste di iscrizione all'anno secondo Gustavo Raffi.
Nella gran loggia nazionale d'Italia l'età media è scesa da 65 a 55 anni*, con un aumento delle "iscrizioni rosa" del 25%* e, secondo degli studi pubblicati da Einaudi*, il 6% degli iscritti a questa obbedienza ha un'età compresa tra i 18 e i 25 anni* mentre il 25% ha un'età media tra i 25 e i 40 anni* con un aumento della presenza dei lavoratori dipendenti* probabilmente dovuto alla politica di trasparenza intrapresa dalle varie obbedienze.
Questi dati sembrano contrastare la fama negativa che circonda la massoneria, infatti sembra quasi che la gente ricorra all'iscrizione, come se la massoneria fosse una soluzione o comunque una fonte di sicurezza e stabilità in questo periodo storico caratterizzato dalla crisi del mondo lavorativo e finanziario.
Purtroppo però, per quanto riguarda i giovani, se si chiede a molti di loro cosa sia la massoneria, ci si accorge che c'è una grandissima confusione su questo concetto. Questo problema è generato purtroppo da molteplici fattori, che variano dai fatti di cronaca avvenuti in Italia nel passato, nei quali erano implicate logge deviate, dal vincolo di segretezza che fin pochi anni fa caratterizzava la massoneria, e soprattutto dai mezzi comunicativi che oggi invadono la nostra società, ovvero produzioni cinematografiche e produzioni letterarie. Infatti, nelle recenti opere cinematografiche o librarie come: “Il tesoro dei templari”, “L'ultimo Sherlock Holmes” (2009”, “From hell, La vera storia si Jack lo squartatore”, “Il codice Da Vinci”, “Angeli e demoni” di Dan Brown, la massoneria compare come elemento centrale del racconto, ma se si osserva attentamente, di questa società segreta si mette in risalto solamente il suo aspetto complottistico e mitologico, tralasciando purtroppo tutti gli aspetti sociali e ideologici che sono fondamentali per capire che cos'è la massoneria.

Il vincolo di segretezza invece è stato storicamente lo "strumento" che la massoneria ha dovuto adottare per sopravvivere (per esempio contro la repressione fascista e nazista). Purtroppo, però, per errore questo sistema si è protratto negli anni, innalzando un muro insormontabile che impedisce di capire cosa avviene all'interno delle logge e rendendo i massoni invisibili agli occhi della gente comune.
A causa di questo, credo che molte persone - tra cui anche i giovani - si avvicinano alla massoneria con intenzioni e idee sbagliate, talvolta contrarie e dannose per se stessi e per le varie obbedienze che hanno intrapreso la strada dell'apertura.
Solo recentemente, grazie agli interventi dei gran maestri Giuliano Di Bernardo e Gustavo Raffi, la massoneria ha iniziato ad aprirsi molto di più alla gente, rendendo pubbliche le liste degli appartenenti e aprendo siti internet con i quali è possibile consultare vari testi e capire cosa sia tecnicamente la massoneria. Ma a questo punto è lecito porsi delle domanda: se la massoneria, come dice Raffi, è una fucina di idee, è uno spazio adogmatico nel quale è possibile confrontarsi sui grandi temi che riguardano la dignità e la libertà dell'uomo, perché, allora, molti massoni non vogliono rendersi noti ed uscire allo scoperto? Perché molti massoni vogliono rimanere nell'ombra e non vogliono seguire i fratelli che si rendono pubblici, rilasciano interviste e sono disponibili al dialogo e al confronto?
* Cfr. il libro “Fratelli d'Italia”, di Ferruccio Pinotti, edizione BUR.
MONTEBELLUNA - [...] Secondo alcune stime fornite dalle principali obbedienze massoniche italiane, il numero delle richieste di iscrizione alla massoneria sta aumentando a dismisura, ed assieme ad esso, anche il numero di giovani che desiderano entrare in questa società segreta.
Se osserviamo i dati forniti dal grande oriente d'Italia, il numero degli iscritti nel 1998 ammontava a 12630* e nel 2007 è salito a quota 18117*, con una media di 1000/1500 richieste di iscrizione all'anno secondo Gustavo Raffi.
Nella gran loggia nazionale d'Italia l'età media è scesa da 65 a 55 anni*, con un aumento delle "iscrizioni rosa" del 25%* e, secondo degli studi pubblicati da Einaudi*, il 6% degli iscritti a questa obbedienza ha un'età compresa tra i 18 e i 25 anni* mentre il 25% ha un'età media tra i 25 e i 40 anni* con un aumento della presenza dei lavoratori dipendenti* probabilmente dovuto alla politica di trasparenza intrapresa dalle varie obbedienze.
Questi dati sembrano contrastare la fama negativa che circonda la massoneria, infatti sembra quasi che la gente ricorra all'iscrizione, come se la massoneria fosse una soluzione o comunque una fonte di sicurezza e stabilità in questo periodo storico caratterizzato dalla crisi del mondo lavorativo e finanziario.
Purtroppo però, per quanto riguarda i giovani, se si chiede a molti di loro cosa sia la massoneria, ci si accorge che c'è una grandissima confusione su questo concetto. Questo problema è generato purtroppo da molteplici fattori, che variano dai fatti di cronaca avvenuti in Italia nel passato, nei quali erano implicate logge deviate, dal vincolo di segretezza che fin pochi anni fa caratterizzava la massoneria, e soprattutto dai mezzi comunicativi che oggi invadono la nostra società, ovvero produzioni cinematografiche e produzioni letterarie. Infatti, nelle recenti opere cinematografiche o librarie come: “Il tesoro dei templari”, “L'ultimo Sherlock Holmes” (2009”, “From hell, La vera storia si Jack lo squartatore”, “Il codice Da Vinci”, “Angeli e demoni” di Dan Brown, la massoneria compare come elemento centrale del racconto, ma se si osserva attentamente, di questa società segreta si mette in risalto solamente il suo aspetto complottistico e mitologico, tralasciando purtroppo tutti gli aspetti sociali e ideologici che sono fondamentali per capire che cos'è la massoneria.
Il vincolo di segretezza invece è stato storicamente lo "strumento" che la massoneria ha dovuto adottare per sopravvivere (per esempio contro la repressione fascista e nazista). Purtroppo, però, per errore questo sistema si è protratto negli anni, innalzando un muro insormontabile che impedisce di capire cosa avviene all'interno delle logge e rendendo i massoni invisibili agli occhi della gente comune.
A causa di questo, credo che molte persone - tra cui anche i giovani - si avvicinano alla massoneria con intenzioni e idee sbagliate, talvolta contrarie e dannose per se stessi e per le varie obbedienze che hanno intrapreso la strada dell'apertura.
Solo recentemente, grazie agli interventi dei gran maestri Giuliano Di Bernardo e Gustavo Raffi, la massoneria ha iniziato ad aprirsi molto di più alla gente, rendendo pubbliche le liste degli appartenenti e aprendo siti internet con i quali è possibile consultare vari testi e capire cosa sia tecnicamente la massoneria. Ma a questo punto è lecito porsi delle domanda: se la massoneria, come dice Raffi, è una fucina di idee, è uno spazio adogmatico nel quale è possibile confrontarsi sui grandi temi che riguardano la dignità e la libertà dell'uomo, perché, allora, molti massoni non vogliono rendersi noti ed uscire allo scoperto? Perché molti massoni vogliono rimanere nell'ombra e non vogliono seguire i fratelli che si rendono pubblici, rilasciano interviste e sono disponibili al dialogo e al confronto?
* Cfr. il libro “Fratelli d'Italia”, di Ferruccio Pinotti, edizione BUR.
mercoledì 17 novembre 2010
MONTEBELLUNA - E' stato molto interessante l'incontro di questa sera alla libreria di Danilo Zanetti dedicato alla Massoneria.

(nella foto da sx verso dx: Carlo Silvano, Danilo Zanetti e Niccolò Barea)
Ho avuto modo di parlare della storia e dello sviluppo di questa istituzione, nonché del mio libro intitolato "Quale primavera per i figli della vedova?". L'incontro è stato molto interessante anche perché tra il pubblico una persona si è dichiarata massone e ha preso parte al dibattito.

Molto probabilmente c'erano anche altri massoni che hanno evitato di farsi riconoscere in quanto tali.

Niccolò Barea è stato molto bravo nella sua esposizione, parlando delle difficoltà che oggi i giovani hanno nel reperire informazioni attendibili sulla Massoneria.
Il massone presente mi ha pubblicamente invitato in Toscana ad un incontro della Massoneria: ho risposto dicendo che mi interesso di massoni trevigiani e che per le mie ricerche sarebbe più utile conoscere il maestro venerabile della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.
Tra il pubblico anche il signor Alessandro Pipino che ha fatto domande pertinenti e interessanti per sottolineare certi aspetti contraddittori della Massoneria.
Nei vari interventi che ho fatto, ho precisato l'inconciliabilità tra cattolicesimo e massoneria, e il dovere dei massoni di rendere pubblica la propria appartenenza a questa istituzione.
La serata è terminata con un bicchiere di prosecco offerto da Danilo Zanetti, e salutando la persona che si era dichiarata massone ho ribadito il desiderio di conoscere i liberi muratori della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.
(nella foto da sx verso dx: Carlo Silvano, Danilo Zanetti e Niccolò Barea)
Ho avuto modo di parlare della storia e dello sviluppo di questa istituzione, nonché del mio libro intitolato "Quale primavera per i figli della vedova?". L'incontro è stato molto interessante anche perché tra il pubblico una persona si è dichiarata massone e ha preso parte al dibattito.
Molto probabilmente c'erano anche altri massoni che hanno evitato di farsi riconoscere in quanto tali.
Niccolò Barea è stato molto bravo nella sua esposizione, parlando delle difficoltà che oggi i giovani hanno nel reperire informazioni attendibili sulla Massoneria.
Il massone presente mi ha pubblicamente invitato in Toscana ad un incontro della Massoneria: ho risposto dicendo che mi interesso di massoni trevigiani e che per le mie ricerche sarebbe più utile conoscere il maestro venerabile della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.
Tra il pubblico anche il signor Alessandro Pipino che ha fatto domande pertinenti e interessanti per sottolineare certi aspetti contraddittori della Massoneria.
Nei vari interventi che ho fatto, ho precisato l'inconciliabilità tra cattolicesimo e massoneria, e il dovere dei massoni di rendere pubblica la propria appartenenza a questa istituzione.
La serata è terminata con un bicchiere di prosecco offerto da Danilo Zanetti, e salutando la persona che si era dichiarata massone ho ribadito il desiderio di conoscere i liberi muratori della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.
mercoledì 20 ottobre 2010
I MASSONI A TREVISO
MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE 2010, ORE 20.30, PRESSO LA LIBRERIA ZANETTI A MONTEBELLUNA PRESENTERO' IL MIO LIBRO "QUALE PRIMAVERA PER I FIGLI DELLA VEDOVA? TREVISO VISTA E VISSUTA DAI MASSONI DI UNA LOGGIA DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA".
TRA I RELATORI DANILO ZANETTI (EDITORE) E NICCOLO' BAREA (ASSOCIAZIONE ISTRANAGIOVANE).
INGRESSO LIBERO
La libreria "Danilo Zanetti" è in piazza Oberkochen 27 - Montebelluna
tel e fax 0423609608 - www.libreriazanetti.it
mercoledì 6 ottobre 2010
Massoneria, intervento di Massimo Introvigne
Nel post del 30 settembre scorso, ho parlato del libro di Maurice Caillet ("Ero massone") che ho ampiamente citato nel corso della relazione tenuta a Caerano. Lo studioso Massimo Introvigne - che ai primi di settembre ha avuto modo di leggere la mia relazione - mi ha scritto alcune osservazioni su M. Caillet: osservazioni che ho tenuto presente nel corso della mia relazione a Caerano e che ora "giro" ai lettori di questo blog.
[...] il libro di Caillet e in parte la conferenza possono lasciare l'impressione che la Chiesa condanni la massoneria perché (a) è segreta e (b) è anticlericale e anticattolica. Certamente nella storia questi due elementi hanno avuto un ruolo nelle condanne cattoliche. Ma se fosse tutto qui allora una massoneria che (a) non fosse "veramente" segreta e (b) non fosse anticlericale, anzi professasse simpatia per la Chiesa e magari ne sposasse alcune cause, per esempio in tema di aborto, dovrebbe sfuggire alle condanne. Dopo il Concilio il problema si pose in questi termini in Germania perché in alcuni lander le cose stavano precisamente così: c'era una massoneria "filo-cattolica" e ben poco segreta. I Vescovi tedeschi organizzarono allora i famosi colloqui con la massoneria tedesca. All'epoca vi partecipò anche il card. Ratzinger. Alla fine dei colloqui i Vescovi tedeschi ringraziarono i massoni per il clima cordiale, ma reiterarono il divieto assoluto per i cattolici di essere
massoni. Precisarono infatti che a prescindere dai risultati del metodo massonico - anticlericali o "clericali", abortisti o anti-abortisti – quello che mette in pericolo la fede è proprio il metodo, il quale consiste nel mettere sul tavolo le proprie opinioni su materie filosofiche e morali della più alta importanza, e raggiungere una posizione non cercando la verità, ma mediando e cercando un minimo denominatore con metodo democratico. Il che non è ammissibile in materie "non negoziabili" su cui la verità non si decide a maggioranza.
Il metodo massonico è come un software: il risultato dipende dai dati che immetti. Ma la Chiesa tedesca concluse che nel software c'è un virus e che anche se ne escono documenti bellissimi quel software non va comunque usato. La "Dichiarazione" del 1983e le sue "motivazioni" del 1985 sono figlie dirette dell'inchiesta dei Vescovi tedeschi. Pertanto insistono meno sul segreto e sull'anticlericalismo (che pure citano, non però come presenti in tutte le massonerie mondiali, ma solo in alcune) e mettono al centro il metodo massonico, che è la ragione per cui un cattolico non può aderire neppure a una massoneria non "veramente" segreta, onesta, anti-abortista e così via.
Non si deve confondere la critica di alcune forze politiche, specie di sinistra, alla massoneria con quella della Chiesa. Queste forze politiche accusano la massoneria di non essere democratica. La Chiesa la accusa di essere troppo democratica, cioè di usare il metodo democratico - che è ammissibile per prendere decisioni politiche - per trovare a maggioranza verità filosofiche e morali, le quali invece non traggono il loro status di verità dal consenso di una maggioranza.
[...] il libro di Caillet e in parte la conferenza possono lasciare l'impressione che la Chiesa condanni la massoneria perché (a) è segreta e (b) è anticlericale e anticattolica. Certamente nella storia questi due elementi hanno avuto un ruolo nelle condanne cattoliche. Ma se fosse tutto qui allora una massoneria che (a) non fosse "veramente" segreta e (b) non fosse anticlericale, anzi professasse simpatia per la Chiesa e magari ne sposasse alcune cause, per esempio in tema di aborto, dovrebbe sfuggire alle condanne. Dopo il Concilio il problema si pose in questi termini in Germania perché in alcuni lander le cose stavano precisamente così: c'era una massoneria "filo-cattolica" e ben poco segreta. I Vescovi tedeschi organizzarono allora i famosi colloqui con la massoneria tedesca. All'epoca vi partecipò anche il card. Ratzinger. Alla fine dei colloqui i Vescovi tedeschi ringraziarono i massoni per il clima cordiale, ma reiterarono il divieto assoluto per i cattolici di essere
massoni. Precisarono infatti che a prescindere dai risultati del metodo massonico - anticlericali o "clericali", abortisti o anti-abortisti – quello che mette in pericolo la fede è proprio il metodo, il quale consiste nel mettere sul tavolo le proprie opinioni su materie filosofiche e morali della più alta importanza, e raggiungere una posizione non cercando la verità, ma mediando e cercando un minimo denominatore con metodo democratico. Il che non è ammissibile in materie "non negoziabili" su cui la verità non si decide a maggioranza.
Il metodo massonico è come un software: il risultato dipende dai dati che immetti. Ma la Chiesa tedesca concluse che nel software c'è un virus e che anche se ne escono documenti bellissimi quel software non va comunque usato. La "Dichiarazione" del 1983e le sue "motivazioni" del 1985 sono figlie dirette dell'inchiesta dei Vescovi tedeschi. Pertanto insistono meno sul segreto e sull'anticlericalismo (che pure citano, non però come presenti in tutte le massonerie mondiali, ma solo in alcune) e mettono al centro il metodo massonico, che è la ragione per cui un cattolico non può aderire neppure a una massoneria non "veramente" segreta, onesta, anti-abortista e così via.
Non si deve confondere la critica di alcune forze politiche, specie di sinistra, alla massoneria con quella della Chiesa. Queste forze politiche accusano la massoneria di non essere democratica. La Chiesa la accusa di essere troppo democratica, cioè di usare il metodo democratico - che è ammissibile per prendere decisioni politiche - per trovare a maggioranza verità filosofiche e morali, le quali invece non traggono il loro status di verità dal consenso di una maggioranza.
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