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mercoledì 16 settembre 2026

San Giovanni Battista e la Massoneria: il Precursore che indica la Verità

  

San Giovanni Battista e la Massoneria:

il Precursore che indica la Verità

di Carlo Silvano

San Giovanni Battista occupa un posto singolare nella tradizione legata alla Massoneria. La sua festa, il 24 giugno, coincide con la data nella quale, nel 1717, quattro logge londinesi si riunirono dando origine alla prima Gran Loggia d’Inghilterra. La stessa tradizione massonica riconosce da secoli San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista come propri patroni, anche se le ragioni storiche precise di questa scelta non sono completamente documentate.

Questa vicinanza storica potrebbe essere l’occasione per interrogarsi nuovamente sulla figura del Battista, non soltanto come riferimento simbolico, ma per ciò che egli rappresenta realmente nei Vangeli. Giovanni non si presenta come colui che possiede una verità segreta da comunicare a pochi iniziati. Al contrario, la sua missione è indicare pubblicamente Colui che viene dopo di lui. «Ecco l’Agnello di Dio» (Gv 1,29): con queste parole egli indirizza lo sguardo degli uomini verso Gesù.

È questo forse il primo insegnamento che il Battista può offrire a chiunque intraprenda un cammino di ricerca interiore: la verità non deve diventare un possesso esclusivo dell’uomo, ma una realtà davanti alla quale l’uomo è chiamato a riconoscere i propri limiti. Giovanni conosce perfettamente la propria missione e, proprio per questo, non si sostituisce a Cristo. «Io non sono il Messia», afferma (Gv 1,20), mentre della propria relazione con Gesù dice: «Egli deve crescere e io invece diminuire» (Gv 3,30).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) definisce Giovanni «l’immediato precursore del Signore», colui che è stato mandato a preparargli la via. Lo presenta come profeta, testimone della luce, predicatore della conversione e uomo disposto a portare fino al martirio la propria fedeltà. Il suo compito non consiste, dunque, nel condurre l’uomo verso se stesso, ma nel prepararlo all’incontro con Cristo.

Qui emerge un secondo elemento di grande attualità. La Massoneria dichiara di utilizzare il linguaggio della costruzione per proporre un cammino di miglioramento personale, fondato, tra l’altro, su integrità, rispetto, servizio e responsabilità. Giovanni, però, ricorda che nessuna costruzione interiore può considerarsi compiuta se non è accompagnata dalla conversione del cuore. Il suo messaggio nel deserto è radicale: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mt 3,3). Non basta costruire: occorre verificare su quali fondamenta si costruisce.

Il Battista insegna inoltre l’umiltà. Pur essendo ascoltato dalle folle, non trasforma la propria autorevolezza in un fine personale. Quando riconosce Gesù, accetta di fare un passo indietro. Benedetto XVI ha sottolineato proprio questo aspetto: Giovanni riconosce Gesù come l’Agnello di Dio e, con profonda umiltà, lo indica come colui che deve essere seguito.

Per questo san Giovanni Battista potrebbe essere riscoperto, anche nel mondo massonico, non semplicemente come una figura appartenente alla propria tradizione simbolica, ma come una provocazione spirituale. Egli domanda al ricercatore: che cosa sto veramente cercando? Il perfezionamento di me stesso oppure la Verità che mi supera? La costruzione della mia identità oppure l’incontro con Colui al quale Giovanni stesso si sottomette?

La risposta cristiana è inequivocabile. Il Catechismo insegna che tutta la preparazione dell’Antica Alleanza converge verso Cristo e che Giovanni inaugura il Vangelo indicando in Gesù l’Agnello di Dio. La fede cristiana, quindi, non considera la verità ultima come il risultato di una progressiva conquista iniziatica dell’uomo: essa è un dono di Dio che si manifesta nella persona di Cristo.

Questa considerazione conduce anche al punto che un cattolico non può eludere. La Chiesa, pur distinguendo il giudizio sull’appartenenza da quello sulla persona del singolo massone, ha dichiarato nel 1983 che i principi massonici sono inconciliabili con la dottrina cattolica e che l’appartenenza alla Massoneria rimane proibita ai fedeli.

Riscoprire san Giovanni Battista, dunque, non significa cercare una legittimazione religiosa della Massoneria. Significa piuttosto prendere sul serio la domanda che la sua figura pone a ogni uomo che si dichiari ricercatore della verità. Giovanni non trattiene gli uomini presso di sé: li conduce oltre se stesso. Non dice «guardate me», ma «ecco l’Agnello di Dio». E forse proprio qui sta il significato più esigente della sua testimonianza: la vera ricerca interiore raggiunge il suo compimento quando l’uomo ha il coraggio di uscire da se stesso e di domandarsi se la Verità che cerca abbia già pronunciato il suo nome.

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento che segue: Libri di Carlo Silvano su IBS 

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