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mercoledì 16 settembre 2026

San Giovanni Battista e la Massoneria: il Precursore che indica la Verità

  

San Giovanni Battista e la Massoneria:

il Precursore che indica la Verità

di Carlo Silvano

San Giovanni Battista occupa un posto singolare nella tradizione legata alla Massoneria. La sua festa, il 24 giugno, coincide con la data nella quale, nel 1717, quattro logge londinesi si riunirono dando origine alla prima Gran Loggia d’Inghilterra. La stessa tradizione massonica riconosce da secoli San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista come propri patroni, anche se le ragioni storiche precise di questa scelta non sono completamente documentate.

Questa vicinanza storica potrebbe essere l’occasione per interrogarsi nuovamente sulla figura del Battista, non soltanto come riferimento simbolico, ma per ciò che egli rappresenta realmente nei Vangeli. Giovanni non si presenta come colui che possiede una verità segreta da comunicare a pochi iniziati. Al contrario, la sua missione è indicare pubblicamente Colui che viene dopo di lui. «Ecco l’Agnello di Dio» (Gv 1,29): con queste parole egli indirizza lo sguardo degli uomini verso Gesù.

È questo forse il primo insegnamento che il Battista può offrire a chiunque intraprenda un cammino di ricerca interiore: la verità non deve diventare un possesso esclusivo dell’uomo, ma una realtà davanti alla quale l’uomo è chiamato a riconoscere i propri limiti. Giovanni conosce perfettamente la propria missione e, proprio per questo, non si sostituisce a Cristo. «Io non sono il Messia», afferma (Gv 1,20), mentre della propria relazione con Gesù dice: «Egli deve crescere e io invece diminuire» (Gv 3,30).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) definisce Giovanni «l’immediato precursore del Signore», colui che è stato mandato a preparargli la via. Lo presenta come profeta, testimone della luce, predicatore della conversione e uomo disposto a portare fino al martirio la propria fedeltà. Il suo compito non consiste, dunque, nel condurre l’uomo verso se stesso, ma nel prepararlo all’incontro con Cristo.

Qui emerge un secondo elemento di grande attualità. La Massoneria dichiara di utilizzare il linguaggio della costruzione per proporre un cammino di miglioramento personale, fondato, tra l’altro, su integrità, rispetto, servizio e responsabilità. Giovanni, però, ricorda che nessuna costruzione interiore può considerarsi compiuta se non è accompagnata dalla conversione del cuore. Il suo messaggio nel deserto è radicale: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mt 3,3). Non basta costruire: occorre verificare su quali fondamenta si costruisce.

Il Battista insegna inoltre l’umiltà. Pur essendo ascoltato dalle folle, non trasforma la propria autorevolezza in un fine personale. Quando riconosce Gesù, accetta di fare un passo indietro. Benedetto XVI ha sottolineato proprio questo aspetto: Giovanni riconosce Gesù come l’Agnello di Dio e, con profonda umiltà, lo indica come colui che deve essere seguito.

Per questo san Giovanni Battista potrebbe essere riscoperto, anche nel mondo massonico, non semplicemente come una figura appartenente alla propria tradizione simbolica, ma come una provocazione spirituale. Egli domanda al ricercatore: che cosa sto veramente cercando? Il perfezionamento di me stesso oppure la Verità che mi supera? La costruzione della mia identità oppure l’incontro con Colui al quale Giovanni stesso si sottomette?

La risposta cristiana è inequivocabile. Il Catechismo insegna che tutta la preparazione dell’Antica Alleanza converge verso Cristo e che Giovanni inaugura il Vangelo indicando in Gesù l’Agnello di Dio. La fede cristiana, quindi, non considera la verità ultima come il risultato di una progressiva conquista iniziatica dell’uomo: essa è un dono di Dio che si manifesta nella persona di Cristo.

Questa considerazione conduce anche al punto che un cattolico non può eludere. La Chiesa, pur distinguendo il giudizio sull’appartenenza da quello sulla persona del singolo massone, ha dichiarato nel 1983 che i principi massonici sono inconciliabili con la dottrina cattolica e che l’appartenenza alla Massoneria rimane proibita ai fedeli.

Riscoprire san Giovanni Battista, dunque, non significa cercare una legittimazione religiosa della Massoneria. Significa piuttosto prendere sul serio la domanda che la sua figura pone a ogni uomo che si dichiari ricercatore della verità. Giovanni non trattiene gli uomini presso di sé: li conduce oltre se stesso. Non dice «guardate me», ma «ecco l’Agnello di Dio». E forse proprio qui sta il significato più esigente della sua testimonianza: la vera ricerca interiore raggiunge il suo compimento quando l’uomo ha il coraggio di uscire da se stesso e di domandarsi se la Verità che cerca abbia già pronunciato il suo nome.

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento che segue: Libri di Carlo Silvano su IBS 

Dalla pietra all’uomo: quando il cantiere divenne simbolo

   

Dalla pietra all’uomo:

quando il cantiere divenne simbolo

La Massoneria moderna non si può comprendere pienamente senza soffermarsi sulla trasformazione che portò dalla muratoria operativa alla muratoria speculativa. Il passaggio non fu semplicemente il cambiamento di un mestiere: gli strumenti del muratore entrarono in un nuovo linguaggio simbolico e il cantiere divenne progressivamente la rappresentazione dell’uomo chiamato a costruire se stesso.

Nelle logge cominciarono, infatti, a essere accolti uomini che non esercitavano l’arte della costruzione: nobili, ecclesiastici, medici, matematici, scienziati, filosofi e uomini di cultura. La pietra, il cantiere e gli strumenti del mestiere cessarono così di indicare soltanto una realtà materiale e assunsero un significato morale e iniziatico. Il lavoro sulla pietra diventò immagine del lavoro interiore attraverso il quale l’individuo dovrebbe correggere i propri difetti e dare una forma ordinata alla propria esistenza.

Tra i simboli più conosciuti vi sono la squadra e il compasso. La squadra richiama la rettitudine: ciò che viene costruito deve rispettare una misura e poggiare su fondamenta solide. Trasposta sul piano morale, essa diventa l’invito ad agire secondo una regola, a esaminare le proprie azioni e a ricercare coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si fa. Il compasso richiama invece la misura, il limite e la capacità di contenere ciò che rischia di diventare disordine. Passioni, desideri e ambizioni dovrebbero essere ricondotti entro confini che l'uomo sappia governare.

Non è casuale, dunque, che squadra e compasso siano diventati l’emblema più riconoscibile della Massoneria: insieme esprimono l’idea di una costruzione regolata dalla misura e dalla rettitudine. Il grembiule, invece, conserva più direttamente la memoria dell’artigiano. Nato come protezione durante il lavoro della pietra, nella tradizione massonica assume un valore simbolico: ricorda che l’uomo deve impegnarsi nel proprio perfezionamento e che nessuna costruzione interiore può dirsi conclusa.

Questa simbologia contiene certamente un richiamo alla disciplina personale, al dominio di sé e alla responsabilità delle proprie azioni. Ma proprio qui emerge una questione importante per il cristiano. La Chiesa cattolica non giudica la Massoneria soltanto sulla base dei suoi simboli o delle qualità morali che essa può richiamare, bensì considera anche i principi filosofici e la concezione dell’uomo sottesa all’appartenenza massonica.

Per la fede cristiana, infatti, l’uomo non è semplicemente colui che si costruisce attraverso un percorso di perfezionamento interiore. È una creatura che riceve da Dio la propria dignità e che ha bisogno della grazia. La salvezza non è il risultato di una conoscenza riservata agli iniziati né della sola opera dell’uomo: ha il suo centro nella persona di Gesù Cristo, morto e risorto. «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6).

Per questo, anche quando squadra, compasso e grembiule vengono interpretati come immagini di rettitudine, misura e lavoro su se stessi, il cattolico non può fermarsi alla bellezza del simbolo. Deve domandarsi quale concezione della verità, della salvezza e del rapporto tra l’uomo e Dio sia realmente proposta dall’istituzione alla quale eventualmente aderisce. Ed è proprio su questo piano, più profondo dei simboli, che la Chiesa cattolica ha espresso il proprio giudizio di incompatibilità tra appartenenza massonica e fede cattolica. (Carlo Silvano)

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martedì 15 settembre 2026

La Massoneria tra storia, simboli e una questione ancora aperta per il cattolico

  

La Massoneria tra storia, simboli

e una questione ancora aperta per il cattolico

di Carlo Silvano

La storia della Massoneria moderna nasce dall’incontro fra documenti storici, tradizioni simboliche e racconti elaborati nel corso dei secoli. Per questo, quando si affrontano le sue origini, è indispensabile distinguere ciò che è storicamente attestato da ciò che appartiene alla tradizione massonica.

La data convenzionalmente indicata come inizio della Massoneria moderna è il 24 giugno 1717, festa di san Giovanni Battista. Quel giorno, a Londra, quattro logge già esistenti si riunirono nella taverna Goose and Gridiron e diedero vita alla prima Grande Loggia di Londra e Westminster, scegliendo Anthony Sayer come Gran Maestro. Non si trattò della comparsa improvvisa di un’organizzazione completamente nuova, ma di un passaggio decisivo nella formazione della cosiddetta Massoneria «speculativa».

Le sue radici simboliche vengono, infatti, collegate al mondo dei costruttori medievali. Nei grandi cantieri delle cattedrali e di altre importanti costruzioni operavano muratori, scalpellini, carpentieri, architetti e numerosi altri specialisti. La loro professione richiedeva competenze tecniche che venivano trasmesse attraverso l’apprendistato e la vita delle corporazioni. Nei pressi dei cantieri esistevano, inoltre, locali destinati alle riunioni degli artigiani: luoghi nei quali si mangiava, si discuteva e si condividevano conoscenze legate al mestiere.

La tradizione massonica avrebbe successivamente chiamato questi ambienti «logge», trasformando progressivamente il linguaggio concreto della costruzione in un linguaggio morale e simbolico. La pietra da lavorare diventò così immagine dell’uomo da perfezionare; gli strumenti del mestiere assunsero significati riferiti alla condotta personale e alla formazione interiore; il cantiere divenne metafora della costruzione dell’uomo e della società.

È però importante non trasformare questa tradizione in una certezza storica. Non esistono prove sufficienti per sostenere che le logge operative medievali si siano semplicemente trasformate, senza soluzione di continuità, nelle logge speculative del Settecento. La nascita della Massoneria moderna fu piuttosto il risultato di un processo complesso, sviluppatosi soprattutto tra Seicento e Settecento, nel quale confluirono tradizioni relative ai costruttori, elementi delle corporazioni e nuove concezioni filosofiche e sociali.

Con la trasformazione della Massoneria, nelle logge entrarono progressivamente uomini che non appartenevano al mondo dell’edilizia: nobili, professionisti, medici, matematici, scienziati e uomini di cultura. Il termine «muratore» cessò, così, di indicare soltanto chi lavorava la pietra e divenne il simbolo di chi intendeva «costruire» se stesso attraverso disciplina, conoscenza e perfezionamento morale.

Questo passaggio spiega anche la particolare importanza dei simboli massonici. La squadra richiama la rettitudine e la necessità di conformare le proprie azioni a una regola; il compasso evoca la misura e il dominio dei propri desideri; il grembiule conserva la memoria del lavoro manuale e dell’impegno dell’artigiano. Il tempio, infine, non è più soltanto un edificio: diventa l’immagine di un'opera spirituale e morale che l’uomo è chiamato a compiere su se stesso.

Proprio questa dimensione simbolica e iniziatica rende necessario, per un cattolico, andare oltre una lettura puramente storica. La Chiesa cattolica non giudica la Massoneria sulla base di leggende, pregiudizi o dell’attività benefica eventualmente svolta dalle singole logge. Il suo giudizio riguarda i principi e la concezione dell’uomo, della verità e del rapporto con Dio propri delle associazioni massoniche.

Il punto è decisivo: secondo il Magistero cattolico, l’appartenenza alla Massoneria è incompatibile con la fede cattolica. La Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983, approvata da san Giovanni Paolo II e pubblicata sotto la responsabilità dell’allora prefetto Joseph Ratzinger, stabilì che il giudizio negativo della Chiesa sulle associazioni massoniche rimaneva immutato e che l’iscrizione a esse restava proibita ai fedeli cattolici.

Non significa affermare che ogni massone sia una persona malvagia, né negare che possa essere animato da ideali di solidarietà, amicizia o beneficenza. Significa, piuttosto, riconoscere che per la Chiesa l’appartenenza a un sistema iniziatico e simbolico fondato su principi giudicati incompatibili con la dottrina cattolica non può essere conciliata con la piena adesione alla fede cristiana.

La storia della Massoneria, dunque, merita di essere conosciuta senza demonizzazioni e senza ingenuità. Comprendere come un antico linguaggio del cantiere sia diventato una complessa esperienza iniziatica permette anche di comprendere meglio le ragioni per cui la Chiesa cattolica mantiene ancora oggi il proprio giudizio: per il cristiano, la verità ultima non è una conoscenza da conquistare attraverso un itinerario iniziatico, ma una Persona incontrata nella fede: Gesù Cristo.

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lunedì 31 agosto 2026

Massoneria e Chiesa cattolica: perché il dialogo rimane difficile

  

Massoneria e Chiesa cattolica:

perché il dialogo rimane difficile

VILLORBA (Treviso) - Qualche giorno fa (sabato 30 agosto 2026) ho partecipato a un interessante incontro tenuto da un relatore cattolico sulla Massoneria. Le sue riflessioni, dense e documentate, mi hanno offerto lo spunto per approfondire un tema che spesso viene affrontato con superficialità. Da quell’ascolto nasce questo articolo, dedicato al giudizio che la Chiesa cattolica formula sulla Massoneria.

Il punto di partenza è semplice: la posizione della Chiesa non nasce da antichi conflitti politici né da diffidenze verso le società segrete. Il Magistero individua una questione più profonda, cioè la compatibilità tra alcuni principi massonici e la concezione cattolica della Rivelazione, dell’uomo e della salvezza. La domanda decisiva è se la ricerca iniziatica della verità proposta dalla Massoneria possa essere posta sullo stesso piano della Rivelazione cristiana.

Un passaggio chiave si verificò nel 1983, quando venne promulgato il nuovo Codice di diritto canonico. A differenza del Codice del 1917, il nuovo testo non menzionava esplicitamente la Massoneria. Questo silenzio fece sorgere dubbi: la disciplina ecclesiastica era cambiata? La risposta arrivò il 26 novembre 1983 con la Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal cardinale Joseph Ratzinger e approvata da papa Giovanni Paolo II. Il documento chiarì che l’assenza di un riferimento esplicito non implicava alcuna modifica dottrinale: «rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche». L’iscrizione alle logge rimaneva proibita ai fedeli.

La Dichiarazione aggiungeva un punto altrettanto netto: chi appartiene alla Massoneria si trova in stato di peccato grave e non può accedere alla santa Comunione. Una valutazione che non dipende dalla buona fede personale del singolo massone né dalla natura benefica o filantropica della loggia. Il giudizio riguarda l’appartenenza associativa, non la moralità individuale.

Nel 1985 la Congregazione tornò sull’argomento per evitare interpretazioni riduttive. Il documento sottolineò che il problema non riguarda le convinzioni soggettive del singolo, ma i principi dell’istituzione. Richiamò, inoltre, la critica al naturalismo razionalista già presente nel Magistero, in particolare nell’insegnamento di papa Leone XIII. Una loggia può definirsi rispettabile e un massone può essere personalmente credente e praticante, ma per la Chiesa la questione non si esaurisce nella buona fede individuale: ciò che viene valutato è la compatibilità dell’appartenenza massonica con la fede cattolica.

La varietà delle Obbedienze massoniche rende il tema ancora più delicato. Alcune richiedono la fede in un Essere Supremo, altre – come il Grande Oriente di Francia – ammettono anche atei e agnostici. Tuttavia, il Magistero non fonda il proprio giudizio sulla fede personale del singolo massone, ma sul complesso dei principi dell’istituzione. Per il cattolicesimo, infatti, Dio non è una realtà superiore generica sulla quale ciascuno possa costruire liberamente la propria interpretazione: la fede professa che Dio si è rivelato nella storia e che questa Rivelazione ha il suo compimento in Gesù Cristo.

È qui che si comprende il senso dell’inconciliabilità indicata dal Magistero. La Chiesa non si considera una via iniziatica tra le altre, ma la comunità alla quale Cristo ha affidato il Vangelo. Il cristiano può cercare, studiare, interrogarsi, ma non può considerare la verità salvifica come qualcosa da scoprire attraverso livelli iniziatici o come una realtà ulteriore rispetto alla Rivelazione ricevuta da Cristo.

È fondamentale ricordare che la posizione della Chiesa non è una quella di condannare la cultura o la ragione. Anzi, la Chiesa cattolica riconosce alla ricerca filosofica una dignità fondamentale. Ciò che respinge è la possibilità che una via iniziatica divenga, per il credente, un percorso alternativo o parallelo alla Rivelazione cristiana. È questa la radice del giudizio negativo: non la storia, non la politica, ma la diversa concezione della verità e del modo in cui l’uomo può raggiungerla. (Carlo Silvano)

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giovedì 21 marzo 2019

Loggia segreta a Castelvetrano

Da televideo rai:

TRAPANESE, LOGGIA SEGRETA: 27 ARRESTI   

 Operazione dei carabinieri contro una loggia massonica segreta a 
Castelvetrano, il paese natale del boss mafioso, 
Matteo Messina Denaro nel trapanese. 27 gli arresti per reati 
contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione  
 della giustizia e per associazione a delinquere segreta. 
Altre 10 persone sono indagate a piede libero. Arrestati anche 
esponenti politici come gli ex deputati regionali di Forza 
Italia Giovanni Lo Sciuto e Francesco Cascio,e l'ex sindaco 
di Castelvetrano, Felice Errante. La loggia voleva orientare scelte, 
nomine e finanziamenti a livello regionale, e ottenere informazioni 
sulle indagini della magistratura

mercoledì 15 giugno 2016

Catania, contatti tra mafiosi e massoni

Oggi Televideo Rai ha diffuso la notizia dell'esistenza a Catania di contatti tra esponenti mafiosi e membri di una loggia massonica. Già in passato sono stati registrati legami tra massoni e mafiosi.

giovedì 20 dicembre 2012

La loggia "Paolo Sarpi" di Treviso

A diversi massoni avevo chiesto di mettermi in contatto col v. m. della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso... senza successo! Ufficialmente i massoni di questa loggia non hanno mai voluto incontrarmi perché ritengono fondamentale la loro riservatezza e segretezza. Oggi, però, ho letto un'intervista che Paolo Panetta, maestro della loggia "Paolo Sarpi", ha rilasciato alla giornalista Emanuela Da Ros (www.oggitreviso.it). Questa intervista la considero un passo molto importante per avviare la massoneria sulla strada della trasparenza...
Ecco il link dove è possibile leggere l'intervista a Paolo Panetta:

martedì 25 ottobre 2011

Treviso - Nel libro "Lungo le sponde del torrente Giavera" è inserito il testo delle lezioni sulla massoneria che ho tenuto in vari incontri in provincia di Treviso. A Villorba il libro è disponibile presso la liberia Lovat.

Info nel blog:
http://comunitadivillorba.blogspot.com/2011/10/il-circolo-di-lettura-matilde-serao.html


mercoledì 6 luglio 2011

Nello Statuto della Lega nord, l'articolo 30 recita:
"La qualifica di Socio Ordinario Militante è incompatibile con l’iscrizione o l’adesione a qualsiasi altro Partito o Movimento Politico, associazione segreta, occulta o massonica o a liste civiche non autorizzate dall’organo competente.
Il verificarsi di tale incompatibilità comporta l’espulsione automatica ed immediata
dell’associato".
Quindi, o si è massoni o si è leghisti... ma è proprio così?

venerdì 20 maggio 2011

Treviso, incontri sulla massoneria

Sono rimasto molto soddisfatto dei due incontri svoltisi in questo mese di maggio sulla massoneria: il primo presso la libreria Lovat a Villorba (il giorno 4) e il secondo presso l'Università degli Adulti a Cornuda (giorno11) . Ho avuto, infatti, la possibilità di confrontarmi con un pubblico attento e desideroso di conoscere la massoneria.








domenica 28 novembre 2010

Massoneria, Il vincolo della segretezza

Qui di seguito propongo una sintesi dell'intervento che Niccolò Barea (Associazione Istranagiovene) ha fatto nel corso dell'incontro svoltosi presso la libreria di Danilo Zanetti sulla massoneria trevigiana.

MONTEBELLUNA - [...] Secondo alcune stime fornite dalle principali obbedienze massoniche italiane, il numero delle richieste di iscrizione alla massoneria sta aumentando a dismisura, ed assieme ad esso, anche il numero di giovani che desiderano entrare in questa società segreta.
Se osserviamo i dati forniti dal grande oriente d'Italia, il numero degli iscritti nel 1998 ammontava a 12630* e nel 2007 è salito a quota 18117*, con una media di 1000/1500 richieste di iscrizione all'anno secondo Gustavo Raffi.
Nella gran loggia nazionale d'Italia l'età media è scesa da 65 a 55 anni*, con un aumento delle "iscrizioni rosa" del 25%* e, secondo degli studi pubblicati da Einaudi*, il 6% degli iscritti a questa obbedienza ha un'età compresa tra i 18 e i 25 anni* mentre il 25% ha un'età media tra i 25 e i 40 anni* con un aumento della presenza dei lavoratori dipendenti* probabilmente dovuto alla politica di trasparenza intrapresa dalle varie obbedienze.
Questi dati sembrano contrastare la fama negativa che circonda la massoneria, infatti sembra quasi che la gente ricorra all'iscrizione, come se la massoneria fosse una soluzione o comunque una fonte di sicurezza e stabilità in questo periodo storico caratterizzato dalla crisi del mondo lavorativo e finanziario.
Purtroppo però, per quanto riguarda i giovani, se si chiede a molti di loro cosa sia la massoneria, ci si accorge che c'è una grandissima confusione su questo concetto. Questo problema è generato purtroppo da molteplici fattori, che variano dai fatti di cronaca avvenuti in Italia nel passato, nei quali erano implicate logge deviate, dal vincolo di segretezza che fin pochi anni fa caratterizzava la massoneria, e soprattutto dai mezzi comunicativi che oggi invadono la nostra società, ovvero produzioni cinematografiche e produzioni letterarie. Infatti, nelle recenti opere cinematografiche o librarie come: “Il tesoro dei templari”, “L'ultimo Sherlock Holmes” (2009”, “From hell, La vera storia si Jack lo squartatore”, “Il codice Da Vinci”, “Angeli e demoni” di Dan Brown, la massoneria compare come elemento centrale del racconto, ma se si osserva attentamente, di questa società segreta si mette in risalto solamente il suo aspetto complottistico e mitologico, tralasciando purtroppo tutti gli aspetti sociali e ideologici che sono fondamentali per capire che cos'è la massoneria.



Il vincolo di segretezza invece è stato storicamente lo "strumento" che la massoneria ha dovuto adottare per sopravvivere (per esempio contro la repressione fascista e nazista). Purtroppo, però, per errore questo sistema si è protratto negli anni, innalzando un muro insormontabile che impedisce di capire cosa avviene all'interno delle logge e rendendo i massoni invisibili agli occhi della gente comune.
A causa di questo, credo che molte persone - tra cui anche i giovani - si avvicinano alla massoneria con intenzioni e idee sbagliate, talvolta contrarie e dannose per se stessi e per le varie obbedienze che hanno intrapreso la strada dell'apertura.
Solo recentemente, grazie agli interventi dei gran maestri Giuliano Di Bernardo e Gustavo Raffi, la massoneria ha iniziato ad aprirsi molto di più alla gente, rendendo pubbliche le liste degli appartenenti e aprendo siti internet con i quali è possibile consultare vari testi e capire cosa sia tecnicamente la massoneria. Ma a questo punto è lecito porsi delle domanda: se la massoneria, come dice Raffi, è una fucina di idee, è uno spazio adogmatico nel quale è possibile confrontarsi sui grandi temi che riguardano la dignità e la libertà dell'uomo, perché, allora, molti massoni non vogliono rendersi noti ed uscire allo scoperto? Perché molti massoni vogliono rimanere nell'ombra e non vogliono seguire i fratelli che si rendono pubblici, rilasciano interviste e sono disponibili al dialogo e al confronto?


* Cfr. il libro “Fratelli d'Italia”, di Ferruccio Pinotti, edizione BUR.

mercoledì 17 novembre 2010

MONTEBELLUNA - E' stato molto interessante l'incontro di questa sera alla libreria di Danilo Zanetti dedicato alla Massoneria.


(nella foto da sx verso dx: Carlo Silvano, Danilo Zanetti e Niccolò Barea)

Ho avuto modo di parlare della storia e dello sviluppo di questa istituzione, nonché del mio libro intitolato "Quale primavera per i figli della vedova?". L'incontro è stato molto interessante anche perché tra il pubblico una persona si è dichiarata massone e ha preso parte al dibattito.



Molto probabilmente c'erano anche altri massoni che hanno evitato di farsi riconoscere in quanto tali.



Niccolò Barea è stato molto bravo nella sua esposizione, parlando delle difficoltà che oggi i giovani hanno nel reperire informazioni attendibili sulla Massoneria.
Il massone presente mi ha pubblicamente invitato in Toscana ad un incontro della Massoneria: ho risposto dicendo che mi interesso di massoni trevigiani e che per le mie ricerche sarebbe più utile conoscere il maestro venerabile della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.
Tra il pubblico anche il signor Alessandro Pipino che ha fatto domande pertinenti e interessanti per sottolineare certi aspetti contraddittori della Massoneria.
Nei vari interventi che ho fatto, ho precisato l'inconciliabilità tra cattolicesimo e massoneria, e il dovere dei massoni di rendere pubblica la propria appartenenza a questa istituzione.
La serata è terminata con un bicchiere di prosecco offerto da Danilo Zanetti, e salutando la persona che si era dichiarata massone ho ribadito il desiderio di conoscere i liberi muratori della loggia "Paolo Sarpi" di Treviso.

mercoledì 20 ottobre 2010

I MASSONI A TREVISO



MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE 2010, ORE 20.30, PRESSO LA LIBRERIA ZANETTI A MONTEBELLUNA PRESENTERO' IL MIO LIBRO "QUALE PRIMAVERA PER I FIGLI DELLA VEDOVA? TREVISO VISTA E VISSUTA DAI MASSONI DI UNA LOGGIA DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA".
TRA I RELATORI DANILO ZANETTI (EDITORE) E NICCOLO' BAREA (ASSOCIAZIONE ISTRANAGIOVANE).
INGRESSO LIBERO

La libreria "Danilo Zanetti" è in piazza Oberkochen 27 - Montebelluna
tel e fax 0423609608 - www.libreriazanetti.it

mercoledì 6 ottobre 2010

Massoneria, intervento di Massimo Introvigne

Nel post del 30 settembre scorso, ho parlato del libro di Maurice Caillet ("Ero massone") che ho ampiamente citato nel corso della relazione tenuta a Caerano. Lo studioso Massimo Introvigne - che ai primi di settembre ha avuto modo di leggere la mia relazione - mi ha scritto alcune osservazioni su M. Caillet: osservazioni che ho tenuto presente nel corso della mia relazione a Caerano e che ora "giro" ai lettori di questo blog.

[...] il libro di Caillet e in parte la conferenza possono lasciare l'impressione che la Chiesa condanni la massoneria perché (a) è segreta e (b) è anticlericale e anticattolica. Certamente nella storia questi due elementi hanno avuto un ruolo nelle condanne cattoliche. Ma se fosse tutto qui allora una massoneria che (a) non fosse "veramente" segreta e (b) non fosse anticlericale, anzi professasse simpatia per la Chiesa e magari ne sposasse alcune cause, per esempio in tema di aborto, dovrebbe sfuggire alle condanne. Dopo il Concilio il problema si pose in questi termini in Germania perché in alcuni lander le cose stavano precisamente così: c'era una massoneria "filo-cattolica" e ben poco segreta. I Vescovi tedeschi organizzarono allora i famosi colloqui con la massoneria tedesca. All'epoca vi partecipò anche il card. Ratzinger. Alla fine dei colloqui i Vescovi tedeschi ringraziarono i massoni per il clima cordiale, ma reiterarono il divieto assoluto per i cattolici di essere
massoni. Precisarono infatti che a prescindere dai risultati del metodo massonico - anticlericali o "clericali", abortisti o anti-abortisti – quello che mette in pericolo la fede è proprio il metodo, il quale consiste nel mettere sul tavolo le proprie opinioni su materie filosofiche e morali della più alta importanza, e raggiungere una posizione non cercando la verità, ma mediando e cercando un minimo denominatore con metodo democratico. Il che non è ammissibile in materie "non negoziabili" su cui la verità non si decide a maggioranza.
Il metodo massonico è come un software: il risultato dipende dai dati che immetti. Ma la Chiesa tedesca concluse che nel software c'è un virus e che anche se ne escono documenti bellissimi quel software non va comunque usato. La "Dichiarazione" del 1983e le sue "motivazioni" del 1985 sono figlie dirette dell'inchiesta dei Vescovi tedeschi. Pertanto insistono meno sul segreto e sull'anticlericalismo (che pure citano, non però come presenti in tutte le massonerie mondiali, ma solo in alcune) e mettono al centro il metodo massonico, che è la ragione per cui un cattolico non può aderire neppure a una massoneria non "veramente" segreta, onesta, anti-abortista e così via.
Non si deve confondere la critica di alcune forze politiche, specie di sinistra, alla massoneria con quella della Chiesa. Queste forze politiche accusano la massoneria di non essere democratica. La Chiesa la accusa di essere troppo democratica, cioè di usare il metodo democratico - che è ammissibile per prendere decisioni politiche - per trovare a maggioranza verità filosofiche e morali, le quali invece non traggono il loro status di verità dal consenso di una maggioranza.

Massoneria: la cerimonia d'iniziazione

In questo post propongo un altro passo della mia lezione tenuta all'Università degli Adulti di Caerano.

In questi ultimi tre anni ho dedicato la mia attenzione alla Massoneria trevigiana e credo, alla luce della mia personale esperienza, che per concludere questo incontro in maniera proficua sia giusto farvi un accenno sulla cerimonia di iniziazione di un massone.

E' una cerimonia molto suggestiva, ma è anche una cerimonia che fa comprendere molte cose sulla Massoneria. Parlandovi di questa cerimonia potrete voi stessi farvi un'idea di questa istituzione.



Dunque, chi vuole, per fare un esempio, iscriversi e frequentare una loggia massonica del Grande Oriente d'Italia, deve inoltrare domanda alla sede centrale ubicata a Roma, e attendere.

Se la domanda viene presa in considerazione, viene girata alla loggia di competenza territoriale, dove viene esaminata dal suo maestro e dai suoi più stretti collaboratori. A questo punto, se siete giudicati interessanti, riceverete diverse visite presso la vostra abitazione da parte di alcuni massoni. Ci sarà un massone che vi esaminerà sotto il profilo morale e culturale per capire qual è la vostra preparazione, e soprattutto quali sono le vostre conoscenze sulla Massoneria; ci sarà anche un massone che cercherà di capire cosa vi spinge ad iscrivervi alla Massoneria e non mancherà il massone che verrà a visitarvi per capire qual è il vostro tenore di vita e il vostro reddito. Anche quest'ultimo aspetto, infatti, non va trascurato. Mi raccontava un massone che per far parte a pieno titolo di questa istituzione, bisogna preventivare ogni anno tra i millecinquecento e i duemila euro: non c'è solo la quota annuale da versare(circa trecento euro), ma ci sono anche altre spese da affrontare, come la cena che si consuma al termine di ogni incontro che si fa in loggia (ogni quindici giorni), le spese di viaggio e di soggiorno per andare ai vari appuntamenti nazionali e regionali.

Ritornando agli esaminatori – i cosiddetti “tegolatori” –, i massoni vengono ad acquisire tante informazioni sul vostro conto; anche voi riceverete delle informazioni nel corso di questi incontri, ma si tratterà di notizie che non vi consentiranno di conoscere chi realmente frequenta la loggia in cui volete inserirvi.

A voi, in sostanza, non resta che leggere dei libri (quelli che vi consigliano loro). Questa situazione potrà andare avanti per otto o dieci mesi o anche per un anno e passa. Nel corso delle riunioni in loggia, il Maestro Venerabile informerà gli altri massoni sullo sviluppo dei colloqui che voi avete con gli esaminatori. E se qualche massone di questa loggia non vi gradisce, potrà impedire la vostra adesione.

Dunque, loro si prendono tutto il tempo che vogliono per sapere tutto di voi, mentre voi - della loggia di cui aspirate ad entrare - sapete poco o nulla. A parte qualche notizia e dati sui tre esaminatori che vi vengono a trovare a casa, non sapete altro.

Se siete considerati idonei, allora vi chiameranno per essere iniziati. Ecco cosa succede. Vi viene comunicato il giorno, l'ora e il luogo, ovvero il tempio della loggia, per la cerimonia di iniziazione. Appena varcate la porta dell'edificio che ospita il tempio, vi viene messa una benda nera sugli occhi. A quel punto un massone vi prenderà per un braccio e vi guiderà. Sarete sotto posto a varie prove: in primo luogo vi relegheranno in uno stanzino addobbato in maniera molto particolare dove dovrete scrivere il vostro testamento filosofico.

A questo punto sarete lasciati soli e dopo che avrete scritto il vostro testamento, sarete di nuovo bendati, portati all'interno del tempio dove ci possono essere venti o trenta o anche quaranta massoni; lì sarete sottoposti ad alcune prove di purificazione. Si tratta di una cerimonia che emotivamente coinvolge in maniera molto forte. Davanti al maestro della loggia sarete chiamati a prestare giuramento e, in pratica, solo dopo che avrete accettato di entrare in Massoneria, conoscerete gli altri massoni della loggia. Ecco, come un massone trevigiano, ricorda quell'esperienza:

“...il fratello esperto mi fece inginocchiare, mi fece impugnare con la mano sinistra un compasso che puntai verso il cuore, mentre la mano destra veniva posata sulla Bibbia. Fu così che prestai giuramento alla Massoneria. Il fratello esperto mi aiutò ad alzarmi e mi portò tra le colonne all'ingresso del tempio. Allora il Maestro Venerabile chiese al fratello primo sorvegliante cosa chiedesse per me. Il fratello primo sorvegliante rispose: “La luce, Maestro Venerabile”.
Così mentre il Maestro Venerabile batteva tre colpi di maglietto e una musica trionfale riecheggiava nel tempio, la penombra che ci avvolgeva si tramutò in luce sfavillante e gli astanti, all'unisono, si tolsero i cappucci”.

Dunque, è solo dopo il giuramento alla Massoneria – ed è un giuramento che vi legherà per tutta la vita a questa istituzione – che il novello massone conosce i suoi di loggia.

A quel punto il novello massone può anche tirarsi indietro non partecipando più alle riunioni in loggia, ma per il diritto massonico quella persona è un massone e come tale lo sarà per tutta la vita. La cerimonia di iniziazione è, infatti, indelebile.

Entrare in queste condizioni in una loggia massonica significa fare un salto nel buio: può andare bene, come può andare male. Nel senso che si può entrare in logge come quella di Maurizio Caillet che aiutano il novello massone a fare carriera, oppure si può entrare in logge dove, magari, ci sono persone che hanno problemi con la giustizia. Infatti, anche se per essere ammessi bisogna allegare alla domanda di ammissione un casellario giudiziale, la cronaca nera ci parla di massoni coinvolti in scandali finanziari e collusioni con esponenti della mafia.

Questo argomento, e cioè il fatto che il novello massone conosce gli altri membri della loggia solo dopo il giuramento, merita un approfondimento e vi cito alcuni episodi.

- Sono venuto a conoscenza di un politico trevigiano che nel 2003 è stato iniziato alla Massoneria. Dopo il rito di iniziazione, però, questa persona non ha mai partecipato alle riunioni della sua loggia perché – mi ha spiegato il massone che mi ha fatto questa confidenza – non aveva trovato in loggia persone che avrebbero potuto aiutarlo nella sua attività. In sostanza era rimasto deluso. Questa persona, comunque, pur non avendo più partecipato alle riunioni in loggia è stata sempre considerata un massone e da massone è morto.

- Nel suo libro, Maurizio Caillet riporta che quando aveva assunto, come massone, incarichi a livello regionale, aveva conosciuto massoni della sua città che preferivano recarsi in altri paesi, percorrendo anche parecchi chilometri, così da partecipare alle riunioni di altre logge pur di non avere a che fare con massoni della propria città, così da evitare pressioni ed essere costretti a fare favori che, invece, non si vorrebbero fare. (cfr. pag. 53).

- Inoltre, in loggia potete anche incontrare – dopo il giuramento – una persona che non è stata corretta nei vostri confronti, e verso la quale non nutrite sentimenti di stima e amicizia. Ora, però, che avete prestato giuramento e siete un massone, dovete considerarla e accettarla come un fratello. Questo è successo anche a Maurizio Caillet!

Dunque, la segretezza che è tipica delle logge massoniche, si configura come un modo per salvaguardare esclusivamente la massoneria a discapito di chi vi entra. Come non avere dei pregiudizi sulla Massoneria – e qui ritorniamo all'inizio della mia relazione quando ad un massone ho chiesto come, secondo lui, i trevigiani vedono i massoni – se per conoscere i membri di una loggia bisogna prima prestare giuramento e accettare di essere massoni per tutta la vita? Come si può pensare di fare un cammino interiore per migliorare se stessi e la società quando si conoscono i compagni di viaggio solo dopo che la nave ha lasciato il porto? L'esperienza di Maurizio Caillet e di altri massoni, come Roberto Calvi morto impiccato, ci dicono tutt'altro e faremo bene a non sottovalutarla.

giovedì 30 settembre 2010

La massoneria, ieri e oggi

Oggi all'Università degli Adulti di Caerano San Marco (Treviso) ho tenuto una lezione sulla massoneria. E' stato un incontro molto proficuo perche il pubblico presente (nella foto si vedono alcune sedie vuote che però sono state subito occupate) ha partecipato con attenzione e interesse.



Qui di seguito, propongo un passo della mia relazione:

[...] Come avete sentito è una risposta che non dice molto, mentre – su questi stessi argomenti – interessante è il racconto che un ex massone francese fa nel suo libro intitolato Ero massone. E' un libro di Maurizio Caillet, un medico ginecologo che ha fatto parte della Libera Muratoria per circa quindici anni. Leggendo questo libro non si può fare a meno di cogliere un parallelo: man mano che Caillet saliva di grado all'interno di una potente loggia della Massoneria, così migliorava anche la sua carriera di medico. In poco tempo, come racconta lo stesso Caillet, egli diventa Maestro Venerabile e così viene a conoscenza di tutti i segreti della Massoneria relativi all'iniziazione, riti e giuramenti. Ma non si ferma qui: Caillet parla anche di altri segreti relativi ai trattamenti di favore – e lui stesso ottiene da un giudice massone – una sentenza a proprio favore nella causa di divorzio dalla prima moglie. Caillet, grazie alla sua adesione alla Massoneria, non ottiene solo dei benefici in campo professionale, ma anche in ambito politico. Negli anni Settanta, infatti, si iscrive, come tanti altri massoni, al Partito socialista francese diventandone in breve un notabile. Da quell'osservatorio Caillet si rende conto del profondo intreccio del potere massonico con la politica; con un piede in politica ed un altro nella Massoneria vedrà di tutto: corruzione, negoziazione di promozioni agli alti vertici delle aziende, clientelismi, intimidazione di personaggi scomodi e altro ancora.
Come ginecologo, come massone e come politico, Maurizio Caillet si impegnò soprattutto come fautore dell'aborto ed egli stesso racconta come per far approvare in Francia la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza, i deputati e i senatori massoni, di destra e di sinistra, diedero il loro consenso unanime. Ciò, forse, può indicare che al di là delle divisioni partitiche, l'appartenenza alla Massoneria impone la condivisione di determinate scelte ideologiche.
In seguito a un problema personale, Maurizio Caillet farà un'esperienza religiosa molto forte avvicinandosi al cristianesimo. Un avvicinamento che gli costerà caro. Infatti, nonostante Caillet fosse un Maestro massone (aveva raggiunto il 33° grado dell'antico e accettato rito scozzese), e nonostante si dica che in Massoneria sono accolte le persone senza alcuna distinzione di fede, Maurizio Caillet viene licenziato per futili motivi (lavorava in una prestigiosa clinica di proprietà di un massone) e per alcuni anni gli viene impedito di lavorare come medico. Avrà delle difficoltà economiche. Non basta. Data l'ostilità che trova nella sua loggia, decide di abbandonarla. Un gesto, questo, che i massoni non accetteranno mai e, infatti, Caillet riceverà anche delle minacce di morte. Anche nel Partito socialista si ritrova ai margini perché si spezza tutta quella rete di amicizie costruite grazie alle conoscenze fatte in Massoneria.


[nella foto Luciano Marizza, a dx, presidente dell'Università degli Adulti di Caerano San Marco, Treviso]

Chi avrà modo di leggere questo libro di Maurizio Caillet, intitolato Ero massone. La mia conversione dalla Massoneria alla fede, edizione Piemme, potrà farsi solo un'idea negativa della Libera muratoria. Vi chiederete: è credibile l'autore di questo libro? Dice la verità? Quello che vi posso dire è che oggi Caillet vive in Spagna sotto protezione della polizia.

Alla luce di queste pagine del libro di Caillet cosa possiamo imparare per la nostra realtà trevigiana? Come dicevo all'inizio di questo incontro, è difficilissimo a Treviso trovare dei massoni disposti a rivelare la propria identità e a rilasciare interviste. Due dati, però, che sono riuscito a ottenere sulla presenza dei massoni a Treviso sono: [...]

mercoledì 8 settembre 2010

Un commento di Adriana Michielin

Nelle prossime settimane avrò modo di parlare pubblicamente della Massoneria, e a diverse persone (come lo studioso Massimo Introvigne) ho anticipato il testo della mia relazione. Mi sono arrivati già diversi commenti che pubblicherò nei prossimi giorni in questo blog, come quello che segue di Adriana Michielin (Villorba), la quale coglie anche un parallelo tra l'Opus Dei e la Massoneria.

Non mi convince l’affermazione che la sola ragione per scegliere di diventare massone sia il voler intraprendere in libertà un cammino interiore in cui trovare una risposta alla propria esistenza e poter contribuire al perfezionamento non solo della propria vita ma dell’intera umanità; ci sono per questo, a mio avviso, altre vie più limpide e trasparenti (per un cristiano seguire l’insegnamento del vangelo).
Ritengo invece che rappresenti per lo più l’opportunità di conquistare uno spazio di prestigio nella società, di intravedere quindi nuovi orizzonti; il fatto poi di non conoscere le persone già appartenenti, se non dopo aver giurato fedeltà alla loggia, mi fa pensare, tra l’altro, che bisogna sicuramente essere disposti “all’avventura” qualsiasi essa sia.
Da un’analisi, anche se sommaria, del pensiero massonico e dagli avvenimenti oscuri che nel tempo si sono succeduti, deduco che assai lontano è questo mondo dal mio e da gran parte dei miei principi.
Leggendo inoltre la storia di Maurizio Caillet, mi ha colpito l’analogia, sotto certi aspetti, dello scotto pagato per la scelta di abbandonare la massoneria con quello delle/degli ex numerarie/i quando decidono di uscire dall’Opus Dei, ossia da quella misteriosa realtà che sta all’interno della chiesa cattolica. Nel libro “Opus Dei segreta” di Ferruccio Pinotti si leggono delle testimonianze.
Quanti e quali segreti, quante verità nascoste si trascinano dietro queste persone per divenire dei personaggi scomodi se non addirittura pericolosi per queste associazioni?
Riflettiamo bene e soprattutto parliamone. [Adriana Michielin - Villorba]

mercoledì 2 giugno 2010

L'on. Simonetta Rubinato condanna la loggia P2

Pubblico un comunicato stampa dell'on. Simonetta Rubinato inerente la massoneria, la loggia P2 e la militanza nel Partito democratico.

Il Pd dica no ai massoni
01 giugno 2010

O si è massoni è si è democratici. Per l'on. Simonetta Rubinato non esiste una via di mezzo: "Chiedo al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, di intervenire per ribadire che chi aderisce ad associazioni segrete non può stare nel Partito Democratico". Preoccupata dalle notizie relative ad iscritti ed amministratori del partito che risultano aver aderito alla massoneria, la parlamentare trevigiana ricorda come il "nostro Paese abbia già sperimentato in tempi non proprio lontani l'influenza negativa sulla vita democratica avuta dalla loggia massonica P2". Per questo è fermamente convinta che il Pd, al di là di quanto prevedono statuto e regolamenti, debba chiudere le porte a chi aderisce ad associazioni segrete, anche di tipo massonico, che costituiscono spesso "potenti lobbies anche con finalità di scambi e di favori, che possono interferire con l'imparziale esercizio delle funzioni pubbliche".
"La credibilità di un partito si misura anche e soprattutto da chi vi aderisce e ricopre incarichi istituzionali - prosegue l'on. Rubinato -. Per questo non possiamo permettere che l'immagine del Pd, che deve conformarsi ai principi della trasparenza e pluralità, venga messa in dubbio da chi appartiene a logge massoniche. A questi signori chiedo: se davvero sono animati da nobili sentimenti, perché nascondersi anziché offrire pubblicamente e con trasparenza le proprie competenze a quanti sono impegnati nel costruire una società migliore? Se preferiscono invece far parte di associazioni segrete, debbono sapere che per loro non c'è spazio nel Pd, ispirato a principi e valori democratici incompatibili con quelli delle logge massoniche. Il Segretario Bersani e la Commissione di Garanzia si pronuncino subito in maniera chiara sulla questione".

domenica 30 maggio 2010

Il caso Bolzan e la massoneria locale

Mi sono proposto di seguire lo scandalo dell'Usl 9 di Treviso che vede un'ex dipendente - Loredana Bolzan - accusata di essersi indebitamente appropriata di grosse cifre spettanti all'azienda sanitaria. Mi ha colpito molto il fatto che la signora Bolzan fosse difesa dall'avv. Luigi Fadalti, che ho avuto modo di conoscere quando ho iniziato a fare delle ricerche sulla massoneria trevigiana. L'avv. Fadalti era iscritto alla loggia P2 (tessera n. 938) di Licio Gelli. E' anche vero, comunque, che l'avv. Fadalti, da quello che mi risulta, non partecipa ai lavori di alcuna loggia trevigiana. Oggi - su il quotidiano La Tribuna di Treviso - c'è anche un'intervista a Domenico Stellini, ex direttore dell'Usl 9 di Treviso, il quale, come scrive il giornale sopra citato, si era speso a favore dei dirigenti licenziati dell'Usl perché, pare, non avrebbero fatto il proprio dovere nell'interesse dell'azienda sanitaria. E proprio un certo Domenico Stellini di Treviso, compare sempre nell'elenco della P2 come iscritto "in sonno" e tessera n. 81. Forse è un caso di omonimia ma... voglio seguire questa faccenda perché proprio lo scorso mese di febbraio una persona di mia conoscenza mi ha fatto un accenno su di un dirigente dell'Usl come persona attualmente iscritta ad una loggia della massoneria trevigiana.

martedì 25 maggio 2010

Un libro da leggere

Si intitola "Ero massone" e a scriverlo è Maurice Caillet, un medico - ora in pensione - che per quindici anni ha frequentato una loggia del Grande Oriente di Francia, raggiungendo il 33° grado. Caillet racconta il suo ingresso in loggia, le conoscenze fatte tra i massoni e la sua decisione di uscirne.