La Massoneria tra storia, simboli
e una questione ancora aperta per il cattolico
di Carlo Silvano
La storia della Massoneria moderna nasce dall’incontro fra documenti storici, tradizioni simboliche e racconti elaborati nel corso dei secoli. Per questo, quando si affrontano le sue origini, è indispensabile distinguere ciò che è storicamente attestato da ciò che appartiene alla tradizione massonica.
La data convenzionalmente indicata come inizio della Massoneria moderna è il 24 giugno 1717, festa di san Giovanni Battista. Quel giorno, a Londra, quattro logge già esistenti si riunirono nella taverna Goose and Gridiron e diedero vita alla prima Grande Loggia di Londra e Westminster, scegliendo Anthony Sayer come Gran Maestro. Non si trattò della comparsa improvvisa di un’organizzazione completamente nuova, ma di un passaggio decisivo nella formazione della cosiddetta Massoneria «speculativa».
Le sue radici simboliche vengono, infatti, collegate al mondo dei costruttori medievali. Nei grandi cantieri delle cattedrali e di altre importanti costruzioni operavano muratori, scalpellini, carpentieri, architetti e numerosi altri specialisti. La loro professione richiedeva competenze tecniche che venivano trasmesse attraverso l’apprendistato e la vita delle corporazioni. Nei pressi dei cantieri esistevano, inoltre, locali destinati alle riunioni degli artigiani: luoghi nei quali si mangiava, si discuteva e si condividevano conoscenze legate al mestiere.
La tradizione massonica avrebbe successivamente chiamato questi ambienti «logge», trasformando progressivamente il linguaggio concreto della costruzione in un linguaggio morale e simbolico. La pietra da lavorare diventò così immagine dell’uomo da perfezionare; gli strumenti del mestiere assunsero significati riferiti alla condotta personale e alla formazione interiore; il cantiere divenne metafora della costruzione dell’uomo e della società.
È però importante non trasformare questa tradizione in una certezza storica. Non esistono prove sufficienti per sostenere che le logge operative medievali si siano semplicemente trasformate, senza soluzione di continuità, nelle logge speculative del Settecento. La nascita della Massoneria moderna fu piuttosto il risultato di un processo complesso, sviluppatosi soprattutto tra Seicento e Settecento, nel quale confluirono tradizioni relative ai costruttori, elementi delle corporazioni e nuove concezioni filosofiche e sociali.
Con la trasformazione della Massoneria, nelle logge entrarono progressivamente uomini che non appartenevano al mondo dell’edilizia: nobili, professionisti, medici, matematici, scienziati e uomini di cultura. Il termine «muratore» cessò, così, di indicare soltanto chi lavorava la pietra e divenne il simbolo di chi intendeva «costruire» se stesso attraverso disciplina, conoscenza e perfezionamento morale.
Questo passaggio spiega anche la particolare importanza dei simboli massonici. La squadra richiama la rettitudine e la necessità di conformare le proprie azioni a una regola; il compasso evoca la misura e il dominio dei propri desideri; il grembiule conserva la memoria del lavoro manuale e dell’impegno dell’artigiano. Il tempio, infine, non è più soltanto un edificio: diventa l’immagine di un'opera spirituale e morale che l’uomo è chiamato a compiere su se stesso.
Proprio questa dimensione simbolica e iniziatica rende necessario, per un cattolico, andare oltre una lettura puramente storica. La Chiesa cattolica non giudica la Massoneria sulla base di leggende, pregiudizi o dell’attività benefica eventualmente svolta dalle singole logge. Il suo giudizio riguarda i principi e la concezione dell’uomo, della verità e del rapporto con Dio propri delle associazioni massoniche.
Il punto è decisivo: secondo il Magistero cattolico, l’appartenenza alla Massoneria è incompatibile con la fede cattolica. La Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983, approvata da san Giovanni Paolo II e pubblicata sotto la responsabilità dell’allora prefetto Joseph Ratzinger, stabilì che il giudizio negativo della Chiesa sulle associazioni massoniche rimaneva immutato e che l’iscrizione a esse restava proibita ai fedeli cattolici.
Non significa affermare che ogni massone sia una persona malvagia, né negare che possa essere animato da ideali di solidarietà, amicizia o beneficenza. Significa, piuttosto, riconoscere che per la Chiesa l’appartenenza a un sistema iniziatico e simbolico fondato su principi giudicati incompatibili con la dottrina cattolica non può essere conciliata con la piena adesione alla fede cristiana.
La storia della Massoneria, dunque, merita di essere conosciuta senza demonizzazioni e senza ingenuità. Comprendere come un antico linguaggio del cantiere sia diventato una complessa esperienza iniziatica permette anche di comprendere meglio le ragioni per cui la Chiesa cattolica mantiene ancora oggi il proprio giudizio: per il cristiano, la verità ultima non è una conoscenza da conquistare attraverso un itinerario iniziatico, ma una Persona incontrata nella fede: Gesù Cristo.
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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano su Feltrinelli


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